• ro
  • en
  • hu
  • it
  • sv
  • Malinconia

    Sembrava che tra nubi si fosse aperta porta
    Per cui la bianca dea notturna passi morta.
    Oh,dormi,dormi in pace tra fiamme pullulanti,
    Nella azzurra tomba tra veli argentati,
    Nel fier mausoleo,del firmamento l’arco,
    Tu delle notti dolce monarca adorato!
    Deserto, sconfinato sta il mondo nella brina,
    Coi suoi villaggi e campi in veste adamantina;
    Rifulge l’aria,quasi di calce intonacati
    Albeggiano i muri, avanzi in quelle lande.
    Le sue croci storte il cimitero veglia,
    Una civetta grigia su una sosta,ferma.
    Il campanile scricchia,si sbatte la simandra,
    Il transparente demon per l’aria quando passa,
    Il bronzo tocca lieve con i dentelli d’ala
    Si che partirne odi un delirante lagno.
    La chisa in rovina
    Sta pietosa, triste,annosa,derelitta,
    Per le finestre rotte,per gli usci fischia il vento-
    E par che faccia incanti e tu ne ascolti i motti-
    Addentro,sui pilastri,l’altare e l’icone,
    A sole ombre,mesti contorni son ridotte,
    Qual prete fila un grillo un fin pensiero oscuro,
    Qual sagrestan,il tarlo,batte nel vecchio muro.
    …………………………………………
    La fede nelle chiese pittura le icone-
    Nel cuor m’aveva messo i suoi incanti e fole,
    Ma i casi della vita,le mosse dei frangenti
    Vi han lasciato appena ombre contorni mesti.
    Ivano cerco il mondo nel cerebro deserto,
    Che rauco un grillo vi fa il cupo verso;
    Sul cuor inaridito io metto ivan la mano,
    Lent’esso batte come in una bara il tarlo.
    Se penso alla mia vita,mi pare ch’essa corra
    Narrata lievemente da un’estranea bocca,
    Non fosse mia quasi,quasi io non fossi stato.
    Chi e che la mia storia declama di un fiato
    Se a lui l’orecchio sporgo-e rido di quanti’odo
    Come di duoli altrui?…Quasi fossi gia morto.
    Traducere de Geo Vasile