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  • Solitudine

    Le tende ormai calate,
    Siedo al tavolo d’ abete,
    Nel camin crepita il fuoco,
    Mentre vo sopprapensiero.

    Nella mente vanno a stuoli
    Dolci inganni. E ricordi
    Stridon lievi, come grilli
    Tra annosi neri muri.

    Oppur piovono nell’ alma
    E si frangon grevi e tristi
    Come gocciola la cera
    Ai piedi di Gesù Cristo.

    Nella stanza ai cantoni
    Pendono le ragnatele,
    E tra i libri a cataste
    Frusciano furtivi i topi.

    E in questa dolce quiete
    Alzo gli occhi al plafone
    E li ascolto rosicchiare
    Dure copertine e fogli.

    Quante volte ebbi in mente
    D’ appender la lira al chiodo,
    Metter fine alla poesia,
    Metter fine al deserto;

    Ma allora grilli, topi,
    Con il loro picciol passo,
    Mi riportan la tristezza
    Che sempre in verso muta.

    Qualche volta. . . Raramente. . .
    Che pel lume stesso è tardi,
    Sento il cuor rabbrividire
    Se il saliscendi stride. . .

    Ecco Lei. Per quanto vuota
    La casa se ne riempie,
    Nel telaio di sventura,
    Qual icona, ecco, splende.

    E m’ indispettisce il tempo
    Che non ferma il suo correr,
    Quando insieme sussurriamo,
    Le mani le labbra giunte.

     

    Traducere de Geo Vasile